Santa Margherita
Margherita, vissuta in Antiochia di Pisìdia, nella regione dell’Asia Minore all’epoca degli imperatori Massimiliano e Diocleziano, era figlia del sacerdote pagano Edesimo.
Giunta all’età di 15 anni era già a conoscenza del coraggio dimostrato dai cristiani davanti alla crudeltà delle persecuzioni, e nelle sue preghiere chiedeva al Signore Gesù di essere degna della forza dei martiri.
Presto orfana di madre, fu affidata alla sua nutrice che l’aveva istruita nella fede di Cristo portandola al Battesimo. Un giorno, mentre con alcune compagne portava al pascolo le pecore della nutrice, passò di lì Olìbrio (o Ollario), prefetto romano della provincia che si recava ad Antiochia. Colpito dalla grande bellezza di Margherita, se la fece condurre innanzi per proporle di prenderla in moglie.

Santa Margherita di Antiochia - Pisa, Duomo - Particolare
Andrea del Sarto (1486 - 1530),
Secondo la tradizione, nella buia cella anche il demonio unì i suoi assalti all’accanimento dei carnefici, minacciando di divorarla. Con un solo segno di croce la giovinetta respinse l’abominevole aggressore.
Non contento di minacciare Margherita, l’orribile bestia la inghiottì voracemente e, nuovo Giona, ella rimase prigioniera nelle profondità interne del mostro; ma con un nuovo segno di croce Margherita si liberò e uscì indenne dalla seconda prigione.
Da questo episodio nacque, nella devozione popolare, quella virtù riconosciuta a Margherita, di ottenere per la sua intercessione un parto facile alle donne che l’invocassero prima delle doglie.
Tratta dalla prigione Margherita fu sottoposta ad una seconda fase di giudizio ed essendosi dimostrata inflessibile, come nella prima, subì altri tormenti. Successivamente fu sospesa sulle fiamme delle torce accese e poi gettata in una vasca d’acqua fredda senza che, peraltro, ne risentisse alcun danno.
Le lunghe e incessanti preghiere di Margherita e i fatti prodigiosi che accompagnarono il supplizio portarono a conversione molti di coloro che assistevano e che furono immediatamente martirizzati.
Infine Margherita, condannata alla decapitazione, fu portata fuori città per l’esecuzione e fu affidata al carnefice Malco, che eseguì la sentenza il giorno 16 luglio.
Nel X secolo il suo corpo fu trafugato da Agostino da Pavia che voleva portarlo nella propria città. Giunto però nell'abbazia di Montefiascone si ammalò e morì, lasciando la reliquia in quel luogo: sono comunque diverse le località, soprattutto italiane e francesi, che vantano il possesso delle sue reliquie.
